Aggiungere CarPlay alla tua Audi: tutto quello che devi sapere prima di decidere





In sintesi: Si può aggiungere CarPlay a qualsiasi Audi prodotta dal 2013 in poi, anche se non era previsto di serie. Esistono due soluzioni: il retrofit con componenti OEM originali Audi (soluzione OEM originale, costo definito col preventivo) e un’interfaccia aftermarket certificata (soluzione aftermarket certificata, più contenuta). Il fermo auto è di 1 giorno. La garanzia non decade se l’intervento è eseguito con procedure certificate e componenti registrati sul telaio.

Il problema che conosci bene: il telefono non si vede sullo schermo dell’Audi

Hai un’Audi, la tieni benissimo, ogni anno regolare con i tagliandi. Ma ogni volta che cerchi di collegare il telefono ti ritrovi a trafficare con cavi, adattatori e menu che non portano da nessuna parte. Il navigatore integrato è quello di fabbrica, con mappe che hanno tre anni di ritardo. Il tuo telefono ha Google Maps in tempo reale, ma sullo schermo dell’auto non appare niente.

Tuo figlio te l’ha fatto notare. Un collega ha CarPlay sul suo SUV e ogni volta che ci sali lo vedi. Il concessionario ti ha detto “non è previsto sulla sua versione” oppure ti ha fatto un preventivo che ti ha fatto alzare dalla sedia.

Ecco la notizia: si può fare. E lo si fa ogni settimana qui da noi.

Perché manca il CarPlay di serie sulle Audi più vecchie

Audi ha introdotto il supporto CarPlay a partire dal 2015-2016, e solo su versioni con sistema MIB2 o superiore. Le auto prodotte tra il 2013 e il 2018 con sistema MMI 3G o MIB1 non avevano la funzione attivata di serie, nemmeno se acquistate con pacchetti multimediali costosi.

Il motivo è commerciale, non tecnico: l’hardware spesso era già compatibile, ma la funzione veniva offerta solo su allestimenti superiori o in mercati specifici. Nel 2025, con i retrofit ufficiali Audi disponibili in Italia, la situazione è cambiata.

Cosa succede davvero quando cerchi di collegare lo smartphone

Sul sistema MMI, collegare il telefono via USB ti permette di caricare il dispositivo e, in alcuni casi, di controllare la musica. Ma CarPlay e Android Auto richiedono una licenza software specifica registrata sul numero di telaio dell’auto. Senza quella, il menu CarPlay non appare, anche se il cavo è connesso.

Questo è il motivo per cui i kit generici da e-commerce non funzionano correttamente: mancano della licenza certificata su telaio, e in alcuni casi possono generare errori nel sistema CAN-bus che richiedono un reset con strumentazione professionale.

Schermo MMI Audi originale con menu di fabbrica, senza Apple CarPlay
Il sistema MMI originale senza retrofit: nessuna opzione CarPlay nel menu multimediale.

Le due soluzioni per aggiungere CarPlay alla tua Audi

Quando un cliente ci contatta per aggiungere CarPlay alla sua Audi, la prima cosa che facciamo è verificare il numero di telaio e la versione del sistema multimediale. Da li’, valutiamo insieme la soluzione più adatta.

Soluzione 1: Retrofit Audi Smartphone Interface originale

La soluzione OEM prevede l’installazione dell’Audi Smartphone Interface con componenti originali Audi, licenza registrata sul telaio e aggiornamento firmware MMI. Una volta attivata, l’auto la riconosce come accessorio ufficiale anche in caso di futuri aggiornamenti in concessionaria.

Cosa include il pacchetto:

  • Kit connettori OEM Audi specifici per il tuo modello
  • Licenza software Audi registrata sul VIN dell’auto
  • Aggiornamento firmware MMI/MIB dove necessario
  • Allineamento proxy post-installazione
  • Verifica assenza errori con VCDS/ODIS
  • Test su strada

Costo indicativo: su preventivo IVA compresa (componenti + installazione)
Fermo auto: 1 giorno lavorativo

CarPlay con cavo: colleghi il telefono via USB-A o USB-C già presente nell’auto. Nessun lag, massima stabilità.
CarPlay wireless: disponibile su Audi con MIB3 o con adattatore dedicato su MIB2. Richiede iPhone XS/XR o modello successivo con iOS 13 o superiore.

Soluzione 2: Interfaccia aftermarket certificata

Per le Audi con sistemi più datati (MMI 3G, RNS-E) dove il retrofit OEM non è disponibile, esistono interfacce aftermarket di qualità professionale che integrano CarPlay e Android Auto nello schermo originale dell’auto.

Cosa include:

  • Modulo di interfaccia compatibile con il tuo sistema MMI
  • Cavi di collegamento specifici per il tuo modello
  • Installazione con test funzionali completi

Costo indicativo: su preventivo IVA compresa
Fermo auto: 1 giorno lavorativo

Nota tecnica: le interfacce aftermarket di qualità non modificano il software originale dell’auto e non generano errori nel sistema di bordo. La differenza tra un prodotto professionale e un kit low-cost da e-commerce è nella compatibilità certificata con il CAN-bus specifico della tua Audi.

Confronto rapido: OEM o aftermarket?

Modello / Sistema Soluzione
A4 B8 / A3 8V (MMI 3G) Interfaccia aftermarket certificata – preventivo su misura
Q7 4M / A6 C7 (MMI) Interfaccia aftermarket certificata – preventivo su misura

Vale la pena rispetto all’acquisto di un’auto nuova?

Un’Audi A4 usata del 2017 ha un valore di mercato di diverse migliaia-25.su preventivo. Un retrofit sulla tua Audi attuale ti da’ la stessa funzione che stai cercando. La matematica è semplice. In più, la tua auto ha storia manutentiva che conosci, chilometraggio controllato, nessuna sorpresa.

Il metodo Faratech: specialisti Audi, non officina generica

Audi è la nostra ossessione. Non lavoriamo su ogni marca “quando capita”: dal 2010 abbiamo scelto di specializzarci esclusivamente sulla piattaforma VAG, con un focus assoluto su Audi. Questo cambia tutto, e vale la pena capire perché prima di decidere a chi affidare la tua auto.

Perché un retrofit CarPlay non è un lavoro “da mezz’ora”

Il retrofit CarPlay su Audi è una sequenza di operazioni tecniche che devono essere fatte in ordine preciso. Salta un passaggio e il sistema o non funziona, o funziona male, o genera errori nel sistema di bordo che richiedono ore aggiuntive per essere corretti. Lo vediamo regolarmente con auto che ci arrivano dopo un tentativo altrove.

Il nostro metodo è costruito su cinque passaggi che non saltiamo mai, nemmeno quando il lavoro sembra semplice.

Come lavoriamo davvero: i 5 passaggi del metodo Faratech

1. Analisi telaio prima del preventivo
Niente preventivi al telefono “a sensazione”. Richiediamo il numero di telaio (VIN) e in 24 ore verifichiamo esattamente quale sistema ha la tua auto, quali componenti servono, se ci sono aggiornamenti di fabbrica pendenti. Se la tua Audi non è compatibile, te lo diciamo chiaramente prima di farti perdere tempo.

2. Solo componenti certificati
Per il retrofit OEM usiamo esclusivamente ricambi originali Audi con licenza software registrabile sul telaio. Per le soluzioni aftermarket usiamo interfacce di produttori certificati con compatibilità testata sul CAN-bus specifico del tuo modello. Zero kit economici presi da e-commerce generici: non li installiamo, nemmeno se ce li porti tu. Il motivo è documentato in un’intera sezione di FAQ più sotto.

3. Installazione reversibile, senza tagli
Tutti i nostri retrofit usano passacavi originali Audi e connettori dedicati per il tuo modello. Nessun cavo tagliato, nessuna saldatura improvvisata, nessuna modifica che non possa essere rimossa. Se un giorno vuoi tornare allo stato di fabbrica, bastano poche ore di lavoro per disinstallare tutto senza traccia.

4. Codifica e licenza registrate sul VIN
Per i retrofit OEM registriamo la licenza software sul numero di telaio della tua auto tramite ODIS, lo strumento ufficiale Audi. Questo significa che la concessionaria, anche in caso di aggiornamenti futuri, riconosce il modulo come accessorio ufficiale installato. È il passaggio che distingue un retrofit professionale da un’installazione fatta male: senza registrazione sul VIN, il CarPlay è un corpo estraneo che il sistema di bordo tollera, non riconosce.

5. Test funzionale e documentazione
Prima di restituire l’auto facciamo un test su strada e una scansione completa delle centraline con ODIS per verificare l’assenza di errori. Ti consegniamo la documentazione dell’intervento, il numero di licenza registrata sul tuo telaio e un contatto diretto per qualsiasi dubbio nei giorni successivi.

Non è un metodo complicato. È semplicemente il metodo giusto, fatto ogni volta allo stesso modo.

Le 9 garanzie esclusive Faratech

Scegliere dove far modificare la propria Audi è una decisione che pesa, soprattutto se l’auto è ancora in garanzia ufficiale o se ci tieni in modo particolare. Per questo abbiamo costruito 9 garanzie che rispondono, una per una, alle paure più comuni di chi cerca un retrofit.

1. 24 mesi di sicurezza totale

Il nostro lavoro continua anche dopo la consegna: copertura reale e personale fino a 24 mesi sull’intervento eseguito. Se qualcosa non va, ci siamo noi. Sempre.

2. Linea diretta, risposte immediate

Niente call center, niente attese. Hai sempre un contatto diretto con un tecnico competente e tempi di risposta rapidi, anche via WhatsApp.

3. Installazioni certificate, zero improvvisazioni

Ogni lavoro viene eseguito da tecnici certificati con protocolli testati su ogni modello Audi. Se non possiamo farlo a regola d’arte, te lo diciamo prima e non lo facciamo.

4. Supporto continuo, prima e dopo

Non spariamo dopo il pagamento. Restiamo al tuo fianco anche mesi dopo l’intervento per qualsiasi dubbio, aggiornamento software o regolazione.

5. Soddisfatto o rimontato gratis

Se il risultato non è quello promesso, riportiamo l’auto allo stato originale senza alcun costo per te. Zero rischi per chi si affida a noi.

6. Solo mani esperte

Ogni intervento è fatto esclusivamente da professionisti formati sulla piattaforma VAG. Mai un tecnico “di fortuna” sulla tua auto, mai un apprendista lasciato solo davanti a un MMI.

7. Prezzo trasparente, senza sorprese

Il prezzo pattuito è quello che paghi, senza eccezioni. Nessun costo aggiunto “scoperto a lavoro iniziato”, nessuna sorpresa a ritiro. Mai.

8. Corsia preferenziale clienti

Chi ci ha già scelto salta la fila. Per chi torna da noi dopo un primo intervento garantiamo priorità per 10 giorni su qualsiasi richiesta. Sempre.

9. Io ci metto la faccia

Se qualcosa va storto, non ti rimbalziamo tra numeri di telefono o ticket. A risponderti in prima persona sono io, Gabriele, titolare di Faratech e Presidente del Forum Audi RS Club. Quando leggi una recensione positiva, c’e’ il mio nome dietro. Quando qualcosa non funziona, c’e’ sempre il mio nome dietro.

Le 5 domande che riceviamo più spesso

Queste non sono domande inventate. Sono le domande che riceviamo ogni settimana attraverso il modulo di contatto, via WhatsApp, in officina.

Si perde la garanzia aggiungendo CarPlay?

No, se l’intervento viene eseguito con componenti OEM e procedure certificate. La normativa europea protegge il diritto del consumatore di far manutenzione e modificare il veicolo presso officine non-ufficiali senza perdere la garanzia del costruttore, a condizione che i pezzi utilizzati siano di qualità equivalente o superiore agli originali.

Per le Audi in garanzia attiva: utilizziamo componenti OEM Audi con licenza registrata sul telaio. La concessionaria, in caso di aggiornamenti, riconosce il modulo come accessorio ufficiale.

Per le Audi fuori garanzia: un retrofit CarPlay non impatta i sistemi meccanici, motore, cambio o ADAS.

Posso acquistare io il kit e farlo installare da voi?

No, e il motivo è tecnico, non commerciale. I kit venduti su piattaforme e-commerce generiche non includono la licenza software registrata sul tuo numero di telaio. Senza quella licenza, o il CarPlay non funziona, o compare un errore nel sistema di bordo che richiede reset con strumentazione professionale (VCDS/ODIS).

In alcuni casi, kit di scarsa qualità hanno introdotto malfunzionamenti al CAN-bus che abbiamo dovuto correggere con interventi aggiuntivi. La licenza OEM vale su preventivo in più, ma risolve il problema una volta sola.

Funziona senza cavo (CarPlay wireless)?

CarPlay wireless è disponibile nativamente sulle Audi con sistema MIB3 (generalmente dal 2019 in poi sui modelli premium, dal 2020 sulla gamma più larga). Sulle versioni MIB2, è possibile aggiungere un modulo wireless dedicato con un costo aggiuntivo contenuto rispetto al retrofit standard.

Per usare CarPlay wireless occorre un iPhone XS, XR o modello successivo con iOS 13 o superiore. Su MIB2 con modulo aggiunto, la connessione via cavo è sempre la scelta più affidabile per massima stabilità.

Quanto rimango senza auto?

Il fermo auto standard è di 1 giorno lavorativo, dalla mattina alla sera. Per i retrofit su auto con sistemi più datati (MMI 3G) che richiedono lavori di cablaggio più estesi, il fermo può arrivare a 1,5 giorni. Comunichiamo sempre il tempo preciso prima di iniziare.

Va bene sulla mia Audi specifica?

Non possiamo garantire la compatibilità senza verificare il telaio. Le variabili sono molte: anno di produzione, versione esatta del software MMI, dotazioni opzionali di fabbrica. Due Audi A4 dello stesso anno possono avere sistemi diversi.

Il processo di verifica è questo: ci invii il numero di telaio, in 24 ore ti diciamo se è fattibile, quale soluzione è la migliore e il costo preciso. Se non è fattibile, te lo diciamo chiaramente.

Come funziona l’installazione da Faratech

L’installazione di un retrofit CarPlay non è un lavoro da mezz’ora. Un lavoro fatto bene richiede 4-8 ore di lavoro tecnico.

Mattina: ricezione e verifica. Quando l’auto arriva, verifichiamo il telaio con ODIS e confermiamo la versione del sistema. Se troviamo incongruenze rispetto al preventivo, ti chiamiamo prima di procedere.

Prima metà: installazione hardware. Montiamo i componenti fisici seguendo le procedure Audi certificate, utilizzando i passacavi originali e i connettori dedicati per il tuo modello. Nessun cavo tagliato, nessuna modifica irreversibile.

Seconda metà: configurazione software. Registriamo la licenza sul telaio via ODIS. Aggiorniamo il firmware MMI se necessario. Eseguiamo l’allineamento proxy che permette al sistema di bordo di riconoscere il nuovo modulo. Verifichiamo l’assenza di errori nei fault code.

Fine giornata: test su strada. Prima di restituire l’auto facciamo un breve test su strada per verificare che CarPlay risponda correttamente e che non ci siano notifiche di errore sul quadro strumenti.

Apple CarPlay home screen con griglia di app su schermo Audi A4 B9 dopo retrofit
CarPlay attivo su Audi A4 B9 dopo il retrofit OEM eseguito da Faratech. Integrazione nativa con il sistema MMI.

Richiedi il preventivo per aggiungere CarPlay alla tua Audi

Se sei arrivato fino a qui, hai già le informazioni che ti servono per decidere. Il passo successivo è verificare la fattibilità sulla tua auto specifica.

Inviaci il numero di telaio (VIN) e, se vuoi accelerare i tempi, una foto dello schermo MMI acceso. In 24 ore ti rispondo con una valutazione precisa: cosa si può fare, quale soluzione è la migliore per il tuo caso, e il costo esatto.

Compila il modulo di contatto oppure scrivici direttamente via WhatsApp. Niente preventivi vaghi, niente “dipende”: o si può fare con quel costo, o te lo diciamo chiaramente.

Richiedi il tuo preventivo CarPlay


Articolo di Gabriele Rimoldi – Faratech S.r.l., specialista Audi tuning e retrofit. Varese.



Molti clienti abbinano il CarPlay al retrofit della retrocamera: facendo i due interventi insieme si ottimizzano i tempi di fermo auto e si risparmia una giornata di lavoro.

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Retrocamera Audi: Guida Completa all’Installazione, Prezzi 2026 e Compatibilità Modelli


Retrocamera Audi: Guida Completa all’Installazione, Prezzi 2026 e Compatibilità Modelli

La retrocamera Audi si installa tramite retrofit professionale su quasi tutti i modelli dal 2007 in poi. Il costo dipende da modello, anno, versione MMI e soluzione scelta (originale OEM o aftermarket certificato): si va da soluzioni più contenute fino a impianti OEM completi. La cifra esatta la definiamo con un preventivo personalizzato sul tuo veicolo. L’installazione richiede 3-6 ore e include la codifica VCDS per l’integrazione nel display MMI originale. Nessuna perdita di garanzia se eseguita da specialisti con processo reversibile.

In questa guida trovi tutto quello che serve per prendere una decisione informata: la differenza tra retrocamera originale e aftermarket, una panoramica dei fattori che determinano il costo per ogni modello Audi, il processo di installazione passo per passo, la guida alla compatibilità modello per modello e le risposte alle domande che ci vengono poste più spesso. Se hai già il modello in testa, puoi saltare direttamente alla sezione “Quale Audi è compatibile” o alla sezione su cosa incide sul costo.


Cosa serve davvero per aggiungere la retrocamera a un’Audi

“Ho comprato la mia Audi senza retrocamera. Si può aggiungere?”

La risposta è sì. Quasi sempre. E il processo ha un nome preciso: retrofit. Vuol dire aggiungere un componente che non era presente di serie, integrando tutto nell’impianto elettrico originale come se fosse uscito così dalla fabbrica.

Per aggiungere la telecamera retromarcia Audi non basta comprare una telecamera e collegarla. Serve un kit compatibile con il telaio specifico del tuo veicolo, un cablaggio schermato che non interferisca con l’elettronica di bordo, e soprattutto la codifica VCDS. Questo è il software che insegna all’auto a riconoscere il nuovo componente come parte del sistema originale.

Quattro fattori determinano quale soluzione è giusta per la tua Audi:

  • Il modello e la generazione (per esempio A4 B8 vs A4 B9 richiedono kit diversi)
  • L’anno di immatricolazione (anche due auto dello stesso modello di anni diversi possono avere architetture diverse)
  • La versione MMI installata di serie (il sistema di infotainment Audi: Basic, Plus, 3G, 3G+, MIB1, MIB2 o MIB3)
  • La presenza o meno dei sensori di parcheggio già installati

Quest’ultimo punto sorprende molti: sensori e telecamera non si escludono. Anzi, il combo è la soluzione ottimale. I sensori misurano le distanze; la telecamera mostra gli angoli ciechi che i sensori non coprono.

Linee guida dinamiche: cosa sono e come si attivano

Le linee guida dinamiche sono quelle traiettorie colorate sul display MMI che si spostano in tempo reale mentre giri il volante, indicando esattamente dove andrà l’auto. Non sono un optional: sono quello che la maggior parte delle persone vuole quando dice “voglio la retrocamera come quella dell’auto di mio cognato”.

Il punto critico che nessuno spiega: le linee guida dinamiche non si attivano automaticamente installando l’hardware. Richiedono una codifica specifica con VCDS o ODIS (il sistema diagnostico ufficiale Audi per le officine autorizzate) che abilita la funzione a livello software. Senza questa codifica, la telecamera mostra l’immagine ma le linee sono statiche o assenti. Faratech include la codifica e l’attivazione delle linee guida dinamiche in ogni installazione, senza costi aggiuntivi.


Retrocamera originale o aftermarket: quale scegliere per la tua Audi

“Il concessionario mi ha detto che la retrocamera originale Audi costa parecchio solo di pezzo. Ma l’aftermarket sembra una cosa da box cinese.”

È il punto in cui la maggior parte delle persone si blocca. Da un lato il prezzo dell’OEM, dall’altro il dubbio che l’alternativa sia una soluzione di bassa qualità. Nessuno dei due estremi è la risposta giusta: dipende dalla tua situazione specifica.

Retrocamera OEM Audi: integrazione totale, costo più alto

La retrocamera originale Audi (OEM) ha un numero di parte registrato sul telaio del veicolo, una certificazione IP69 (resistenza all’acqua ad alta pressione e a temperature estreme) e una licenza software legata al VIN specifico dell’auto.

Quando ha senso:

  • Auto ancora in garanzia costruttore e vuoi documentare tutto con pezzi originali
  • Vuoi che ogni dettaglio rispecchi la scheda tecnica originale del veicolo
  • Budget adeguato a una soluzione originale completa (kit + manodopera + codifica)

Limite principale: i kit OEM non sono sempre disponibili a magazzino. I tempi di approvvigionamento dal rivenditore ufficiale Audi possono allungare i tempi di consegna.

Retrocamera aftermarket certificata: prestazioni OEM, budget ridotto

Le soluzioni aftermarket certificate che utilizziamo presso Faratech comunicano direttamente con il CAN-bus Audi (la rete di comunicazione interna che collega tutti i moduli elettronici dell’auto) e mostrano l’immagine nel display MMI originale con qualità visiva paragonabile all’OEM.

Quando ha senso:

  • Auto acquistata usata, fuori garanzia costruttore
  • Vuoi la stessa qualità visiva e funzionale risparmiando in modo sensibile rispetto all’OEM
  • Vuoi la soluzione più rapida (kit disponibili a magazzino)

Il costo finale con aftermarket certificato è più contenuto rispetto all’OEM e dipende dal modello e dalla configurazione.

Perché le interfacce generiche da Amazon non funzionano su Audi

Esiste una terza categoria che viene spesso proposta online: le interfacce universali a basso costo vendute su Amazon o eBay. Il problema è strutturale: il CAN-bus Audi è un protocollo proprietario. Le interfacce generiche non riescono a comunicare con questo sistema e mostrano l’immagine su un monitor separato aggiunto al cruscotto, non nel display MMI originale.

Oltre all’integrazione mancante, c’è un rischio concreto: alcuni kit non certificati possono generare errori permanenti nel CAN-bus, creando problemi a moduli elettronici non correlati. Il piccolo risparmio iniziale sul kit può trasformarsi in un costo di riparazione elettronica molto più alto.

Tabella comparativa rapida:

Caratteristica OEM Audi Aftermarket certificato Interfaccia generica
Integrazione display MMI Nativa Nativa No
Linee guida dinamiche Con codifica Con codifica No
Certificazione IP IP69 IP67-IP69 Variabile
Investimento Più alto Intermedio Molto basso (ma rischioso)
Garanzia 24 mesi 24 mesi Faratech Nessuna
Codifica inclusa No Sì (Faratech) No

Quanto costa aggiungere la retrocamera Audi nel 2026

“Quanto costa davvero? Temo costi nascosti.”

La risposta dipende da tre fattori: il modello Audi, la versione MMI installata e la soluzione scelta tra OEM e aftermarket certificato. Per questo non esiste un prezzo unico: qui sotto trovi cosa incide sul costo, e la cifra esatta arriva col preventivo. La codifica VCDS è inclusa in ogni installazione Faratech, senza extra.

Cosa incide sul costo, modello per modello:

Modello Generazione Sistema MMI Soluzioni compatibili Fermo auto stimato
Audi A3 8V (2012-2020) MMI Basic / Plus OEM o aftermarket certificato 4-6 ore
Audi A3 8Y (2020-oggi) MIB3 OEM o aftermarket certificato 4-6 ore
Audi A4 B8 (2007-2015) MMI 2G / 3G OEM o aftermarket certificato 3-5 ore
Audi A4 B9 (2015-oggi) MIB2 / MIB3 OEM o aftermarket certificato 4-6 ore
Audi Q3 8U (2011-2018) MMI Basic / Plus OEM o aftermarket certificato 3-5 ore
Audi Q3 F3 (2018-oggi) MIB2 / MIB3 OEM o aftermarket certificato 4-6 ore
Audi Q5 8R (2008-2017) MMI 3G / 3G+ OEM o aftermarket certificato 4-6 ore
Audi Q5 FY (2017-oggi) MIB2 / MIB3 OEM o aftermarket certificato 4-6 ore
Audi Q7 4L (2005-2015) MMI 2G / 3G OEM o aftermarket certificato 4-6 ore
Audi Q7 4M (2015-oggi) MIB2 / MIB3 OEM o aftermarket certificato 4-6 ore
Audi A6 C7 (2011-2018) MMI 3G+ OEM o aftermarket certificato 4-6 ore
Audi A6 C8 (2018-oggi) MIB3 OEM o aftermarket certificato 4-6 ore

Il costo dipende dalla configurazione specifica del veicolo e dalla versione MMI installata. La manodopera include codifica VCDS/ODIS completa e test su strada. Preventivo personalizzato gratuito su richiesta.

Tre cose da sapere prima di chiamare:

  1. La codifica è inclusa nel prezzo Faratech. Non è un extra da aggiungere dopo.
  2. Se hai già i sensori di parcheggio, l’installazione è comunque possibile e non interferisce con il sistema esistente.
  3. Il preventivo retrocamera Audi è gratuito: bastano il numero VIN, l’anno di immatricolazione e la versione MMI (se nota).

Prima di installare: come arriviamo al preventivo (e perché le tue informazioni contano)

Prima ancora di mettere le mani sull’auto, c’è un passaggio che decide quanto sarà preciso il tuo preventivo: le informazioni che ci dai. Funziona così.

  1. Raccolta informazioni. Ci servono modello, anno, numero di telaio (VIN), versione MMI e una foto del particolare. Più le informazioni sono complete, più il preventivo è coerente e veloce; con dati parziali la forbice di spesa resta per forza ampia e serve più tempo.
  2. Preventivo orientativo. Ti diamo un ordine di spesa di massima, così capisci subito se siamo allineati.
  3. Il tuo ok e l’acconto. Se ti torna, con un acconto blocchiamo il lavoro e passiamo all’analisi di dettaglio.
  4. Preventivo definitivo. A quel punto ricevi il prezzo finale, dettagliato e fisso: da lì non ci muoviamo.
  5. Installazione. Solo ora si passa alla parte tecnica, i 5 passaggi qui sotto.

Non a caso il primo passaggio tecnico, la verifica di compatibilità e la diagnosi pre-installazione, parte proprio dalle informazioni che ci hai dato all’inizio: è lì che si gioca la precisione di tutto il resto. È lo stesso metodo che trovi spiegato nella pagina Come lavoriamo.

Il metodo Faratech: come installiamo la retrocamera Audi in 5 passaggi

Audi vista posteriore con retrocamera installata da Faratech
Telecamera retromarcia installata, esteticamente integrata sulla vettura.

Un retrofit corretto non si fa in mezz’ora. Ecco perché.

Un’installazione professionale della telecamera retromarcia Audi richiede 3-6 ore. Non perché sia un lavoro complicato per chi lo sa fare, ma perché fatto bene richiede ogni passaggio in sequenza, senza scorciatoie. Come abbiamo spiegato anche nella guida su come aggiungere CarPlay alla tua Audi, ogni modifica all’elettronica di un’Audi richiede un metodo rigoroso.

Il processo Faratech in 5 passaggi:

  1. Verifica compatibilità e diagnosi pre-installazione
    Prima di toccare qualsiasi cosa, leggiamo il codice telaio VIN, identifichiamo la versione MMI esatta installata sull’auto e verifichiamo la presenza di eventuali moduli Park Assist già attivi. Questo passaggio evita incompatibilità e imprevisti durante il lavoro.

  2. Smontaggio mirato e cablaggio schermato
    Rimuoviamo la maniglia del portellone con attenzione, passiamo il cavo schermato nell’impianto originale seguendo il percorso dei cablaggi esistenti. L’installazione è completamente reversibile: ogni cosa può essere riportata alla configurazione originale senza lasciare tracce.

  3. Installazione dei componenti certificati
    Posizioniamo la telecamera nella sede originale (logo posteriore o maniglia, a seconda del modello) e la colleghiamo all’impianto CAN-bus Audi. Usiamo esclusivamente componenti con certificazione compatibile con i protocolli elettronici Audi.

  4. Codifica VCDS/ODIS
    Questo è il passaggio che fa la differenza tra un’installazione professionale e un collegamento improvvisato. VCDS e ODIS sono i software che insegnano all’auto a riconoscere il nuovo componente come parte del sistema originale e attivano le linee guida dinamiche sul display MMI. Senza questa codifica, la telecamera funziona ma non è integrata nel sistema.

  5. Test su strada e verifica display
    Prima di restituire l’auto, eseguiamo un test reale in retromarcia, verifichiamo l’allineamento delle linee guida dinamiche, testiamo la qualità dell’immagine in condizioni di luce naturale e artificiale. L’auto esce dal nostro centro solo quando tutto funziona come deve.

Gabriele Rimoldi, CEO di Faratech S.r.l. e Presidente del Forum Audi RS Club, supervisiona ogni installazione. Oltre dieci anni di specializzazione esclusiva su Audi, con centinaia di retrofit retrocamera Audi documentati. La sede Faratech è in Via Torino 43, 21017 Samarate (VA): puoi contattarci al +39 347 830 9235 per fissare un appuntamento o per ricevere un preventivo preliminare basato sul tuo VIN.


Le 9 Garanzie Faratech: Perché Affidarti a Noi è una Scelta Concreta

Non ti stiamo chiedendo di fidarti sulla parola. Ti stiamo dicendo esattamente cosa ottieni.

1. 24 Mesi di Sicurezza Totale

Ogni installazione Faratech è coperta da garanzia di 24 mesi su parti e manodopera. Se qualcosa non va entro quel periodo, lo sistemiamo noi.

2. Linea Diretta, Risposte Immediate

Hai una domanda dopo l’installazione? Chiami il +39 347 830 9235 e parli con chi ha lavorato sulla tua auto. Nessun call center, nessun numero esterno.

3. Installazioni Certificate, Zero Improvvisazioni

Utilizziamo solo componenti con certificazione compatibile Audi e processi documentati. Nessuna scorciatoia, nessun “facciamo così tanto funziona”.

4. Supporto Continuo, Prima e Dopo

Il nostro lavoro non finisce quando l’auto esce dal centro. Se hai bisogno di un aggiornamento software, di una verifica o di un chiarimento tecnico, siamo disponibili.

5. Soddisfatto o Rimontato Gratis

Se l’installazione non è quella che ti aspettavi, la rimontiamo senza costi aggiuntivi. Non è una clausola di marketing: è il modo in cui lavoriamo.

6. Solo Mani Esperte

Ogni installazione è eseguita da tecnici specializzati Audi. Non da apprendisti in formazione, non da meccanici generici con un manuale scaricato da internet.

7. Prezzo Trasparente, Senza Sorprese

Il preventivo che ricevi è il prezzo finale. La codifica è inclusa. I test sono inclusi. Non esistono “extra da aggiungere dopo l’installazione”.

8. Corsia Preferenziale Clienti

Al momento della prenotazione puoi scegliere la fascia oraria. L’attesa al momento del ritiro è minima: stimiamo il tempo di fermo auto all’atto del preventivo.

9. Io ci metto la faccia

Gabriele Rimoldi, CEO di Faratech e Presidente del Forum Audi RS Club, firma ogni installazione con il suo nome. Non è un’azienda anonima: è una persona che lavora sulla tua auto e ci mette la reputazione.


Quale Audi è compatibile con la retrocamera? Guida modello per modello

Display MMI Audi A4 B9 con vista posteriore retrocamera attiva e linee guida dinamiche
Display MMI Audi con vista retrocamera attiva: linee guida dinamiche e indicatori PDC.

La risposta breve: quasi tutte le Audi dal 2007 in poi sono compatibili con il retrofit retrocamera. La soluzione giusta però dipende dalla versione MMI.

Come identificare la versione MMI della tua Audi: all’avvio del sistema, la schermata di benvenuto riporta la versione del software. In alternativa, puoi cercarlo nelle impostazioni di sistema del menù MMI o comunicarci il numero VIN: lo identifichiamo noi.

Audi A3 (8V / 8Y)

A3 8V (2012-2020): disponibile con MMI Basic o Plus. Compatibile con aftermarket certificato e OEM. Installazione 4-6 ore. Preventivo personalizzato in base alla configurazione.

A3 8Y (2020-oggi): sistema MIB3. Richiede kit specifico MIB3. Compatibile con entrambe le soluzioni. Preventivo personalizzato in base alla configurazione.

Audi A4 (B8 / B9)

A4 B8 (2007-2015): disponibile con MMI 2G o MMI 3G. Il kit retrofit retrocamera Audi A4 B8 è uno dei più richiesti nel nostro centro per via della diffusione del modello. Preventivo personalizzato in base alla configurazione.

A4 B9 (2015-oggi): sistema MIB2 o MIB3 a seconda dell’anno di produzione. Se equipaggiata con Park Assist di serie, il retrofit retrocamera Audi A4 B9 si integra con il sistema esistente. Preventivo personalizzato in base alla configurazione.

Audi Q3 (8U / F3)

Q3 8U (2011-2018): MMI Basic o Plus, compatibile con kit aftermarket e OEM. Preventivo personalizzato in base alla configurazione.

Q3 F3 (2018-oggi): MIB2 o MIB3, richiede kit aggiornato. Preventivo personalizzato in base alla configurazione.

Audi Q5 (8R / FY)

Q5 8R (2008-2017): MMI 3G o 3G+. Il Q5 8R è il modello che riceviamo più spesso per il retrofit retrocamera, acquistato usato senza optional. Preventivo personalizzato in base alla configurazione.

Q5 FY (2017-oggi): MIB2 o MIB3. Il retrofit retrocamera Audi Q5 FY è il più richiesto nel 2025-2026. Compatibile con linee guida dinamiche attivate via codifica. Preventivo personalizzato in base alla configurazione.

Audi Q7 (4L / 4M)

Q7 4L (2005-2015): MMI 2G o MMI 3G. La dimensione del veicolo non aumenta la complessità del retrofit. Preventivo personalizzato in base alla configurazione.

Q7 4M (2015-oggi): MIB2 o MIB3. Compatibile con Park Assist integrato. Preventivo personalizzato in base alla configurazione.

Audi A6 (C7 / C8)

A6 C7 (2011-2018): MMI 3G+ di serie su molte configurazioni. Preventivo personalizzato in base alla configurazione.

A6 C8 (2018-oggi): MIB3. Una delle architetture più avanzate: richiede kit di ultima generazione. Preventivo personalizzato in base alla configurazione.

Non trovi il tuo modello? Contattaci con il codice VIN: identifichiamo la versione MMI e la soluzione compatibile in 24 ore.


Domande frequenti sulla retrocamera Audi

Quanto costa montare la retrocamera Audi?

Il costo varia in base al modello Audi, alla versione MMI e alla soluzione scelta tra OEM e aftermarket certificato: per questo non diamo un prezzo unico, ma un preventivo personalizzato. La panoramica qui sopra mostra cosa incide sul costo per ogni modello. La codifica VCDS è sempre inclusa nel prezzo Faratech: non è un extra.

La retrocamera aftermarket si integra con il display MMI originale?

Sì. Le soluzioni aftermarket certificate che utilizziamo comunicano direttamente con il CAN-bus Audi e mostrano l’immagine nel display MMI originale, con qualità visiva paragonabile all’OEM. Le interfacce generiche non certificate invece non riescono a integrarsi nel sistema di bordo e mostrano l’immagine su un monitor separato aggiunto al cruscotto.

Si perde la garanzia installando una retrocamera Audi?

No, se l’installazione è eseguita professionalmente con componenti certificati e processo reversibile. L’installazione Faratech è completamente reversibile: l’auto può essere riportata alla configurazione originale in qualsiasi momento. La garanzia costruttore decade solo se un danno è direttamente causato da una modifica non professionale: non dall’installazione in sé.

Quali Audi sono compatibili con il retrofit retrocamera?

Quasi tutte le Audi dal 2007 in poi sono compatibili: A3 (8V/8Y), A4 (B8/B9), Q3 (8U/F3), Q5 (8R/FY), Q7 (4L/4M), A6 (C7/C8) e altri modelli. La compatibilità esatta dipende dalla versione del sistema MMI. Per verificare la compatibilità del tuo veicolo, contattaci con il numero di telaio VIN: lo identifichiamo noi in 24 ore.

Cosa serve per la codifica VCDS della retrocamera Audi?

La codifica VCDS (il software che insegna all’auto a riconoscere il nuovo componente come parte originale del sistema) viene eseguita da Faratech al termine dell’installazione, senza costi aggiuntivi. Non devi portare nulla di speciale: il tecnico si occupa di tutto, inclusa l’attivazione delle linee guida dinamiche sul display MMI.

La retrocamera mostra le linee guida dinamiche?

Sì, a condizione che la codifica VCDS o ODIS venga eseguita correttamente. Le linee guida dinamiche non si attivano automaticamente installando solo l’hardware: richiedono una configurazione software specifica che abilita la funzione nel sistema MMI. Faratech include questa attivazione in ogni installazione.

Quanto tempo rimango senza auto?

L’installazione completa richiede 3-6 ore a seconda del modello. Nella maggior parte dei casi l’auto è pronta in giornata. Al momento della prenotazione puoi concordare la fascia oraria più comoda: la Corsia Preferenziale Clienti è una delle nove garanzie Faratech.


Pronto a prenotare?

Ce l’hanno tutti tranne te. Ogni volta che inserisci la retromarcia, lo sai. L’installazione è reversibile, il preventivo è gratuito, e la codifica è inclusa.

Per ricevere il preventivo esatto hai bisogno di tre informazioni:

  • Il codice telaio VIN (lo trovi sullo sportello del guidatore o sui documenti dell’auto)
  • L’anno di immatricolazione
  • La versione MMI (se la conosci, altrimenti la identifichiamo noi)

Richiedi il preventivo gratuito

Oppure chiama direttamente: +39 347 830 9235

Mentre ci sei, leggi anche la guida su come aggiungere CarPlay alla tua Audi: altri clienti con lo stesso modello lo hanno fatto in bundle con la retrocamera, ottimizzando i tempi di fermo auto.

Display MMI Audi con vista retrocamera attiva dopo retrofit Faratech
Audi Q3 in officina Faratech: prima dell’intervento di retrofit retrocamera.

Le candele di accensione

Il funzionamento continuo e costante del nostro motore a benzina dipende, tra le altre cose, anche dalla qualità e dal buono stato delle candele di accensione.
La candela di accensione viene utilizzata in tutti i sistemi: a contatto, senza contatto ed elettronico.

Questo meccanismo elettrico è avvitato nella testa di ognuno dei cilindri e la parte inferiore, nella quale sono posizionati gli elettrodi, sporge direttamente nella camera di combustione. Il suo scopo, come sapete, è quello di innescare la combustione della miscela aria-carburante, tramite una scintilla generata dalla differenza di potenziale di migliaia di volt che si viene a formare tra gli elettrodi.
La corrente necessaria per avviare questo fenomeno è generata dalla bobina (leggi il nostro articolo sulle bobine), collegata alla candela tramite un opportuno cavo. La scintilla deve essere indotta in un ben preciso istante, ovvero alla fine della fase di compressione, quando il pistone si trova in prossimità del punto morto superiore e la miscela raggiunge la pressione più alta.

La struttura della candela può essere schematizzata come segue:

  • Terminale (o connettore): viene connesso alla pipetta del cavo candela
  • Corpo ceramico, composto a sua volta da:
    • Isolatore ceramico: che garantisce l’isolamento elettrico, trasferendo nel contempo il calore verso la testa del motore
    • Coste: incrementano il potere isolante e impediscono che una scarica elettrica si instauri tra il terminale e l’involucro metallico, parallelamente cioè alla superficie del corpo isolante. Infatti, i tipici risalti circonferenziali smussati allungano il percorso che la scarica dovrebbe seguire e lo rendono tortuoso, in modo da incrementare la resistenza incontrata
    • Sigillo conduttivo in vetro o resistore: conduce elettricamente e termicamente e connette il terminale all’elettrodo centrale
  • ​​Corpo metallico e guarnizioni. È la parte che viene avvitata sulla testata del motore. Le guarnizioni, di diversi tipi, impediscono la fuoriuscita dei gas di combustione e aiutano lo scambio termico
  • Elettrodi, ne esistono due:
    • ​​Elettrodo centrale: da qui parte la scintilla. Un diametro ed una lunghezza maggiori garantiscono maggior durata, mentre al restringersi di questi valori si ottiene più affidabilità a discapito della durata del pezzo. I motori da competizione utilizzano solitamente candele con elettrodi sottili in leghe speciali
    • Elettrodo di massa: su questo elettrodo si scarica la scintilla. Possono essere presenti più elettrodi di massa di diverse dimensioni e struttura.

La distanza tra gli elettrodi è detta “gap” ed esiste un range ottimale per ogni motore, stabilito dal costruttore. Al variare del gap, si modifica la potenza e l’efficacia della scintilla.
Per esempio, ad un gap maggiore corrisponde una scintilla più grande ma più difficile da far scoccare, mentre un gap piccolo fornisce una scintilla meno ampia, col rischio che sia insufficiente per innescare una combustione completa.

Anche il materiale con il quale sono costruiti gli elettrodi riveste una grande importanza, in grado di determinare le caratteristiche stesse della candela. Un materiale resistente alle alte temperature sarà meno soggetto alla sporcizia, come vedremo in seguito, e consentirà di ridurre il diametro dell’elettrodo e di aumentare il gap, offrendo migliori prestazioni.

Le leghe più utilizzate sono:

  • Acciaio/Nichel o Inconel (Nichel/Cromo): molto usate perché offrono buone prestazioni e un costo contenuto
  • Platino: più resistente all’usura e alle alte temperature in ambito sportivo
  • Iridio: sta sostituendo le candele al platino. È dotato di grande durezza, resistenza all’erosione ed è in grado di sopportare temperature molto elevate. Le candele all’iridio garantiscono una migliore combustione grazie ad una scintilla più lunga, durano mediamente il doppio di quelle normali e allungano la vita del motore perché riducono la formazione di depositi carboniosi. È possibile notare anche minori “borbottii” del motore ed una maggiore “rotondità” nell’erogazione, grazie alla combustione ottimizzata.

Un altro parametro importante è il grado termico, ovvero la capacità di una candela di disperdere il calore generato dalla combustione. Si dice “calda” se ha bassa attitudine a disperdere calore, ed è pertanto idonea per motori di bassa potenza, mentre si dice “fredda” se ha buona attitudine a disperdere calore ed è idonea per motori di elevata potenza e prestazioni.
Per questa ragione è necessario individuare la candela termicamente più adatta al proprio motore, in grado cioè di cedere alla testata la giusta quantità di calore in modo da mantenersi costantemente nel range di temperatura ottimale.

Il grado termico è definito da un valore numerico; anche se i produttori usano scale differenti, solitamente ad un valore più alto corrisponde una maggiore capacità di dissipazione del calore.
Ad esempio, se prendiamo come riferimento la scala NGK, un valore basso indica una candela “calda”, mentre un valore alto indica una candela “fredda”.

La temperatura di esercizio ottimale per una candela è solitamente compresa tra 450°C e 850°C, detto il “range di autopulizia”, perché a queste temperature vengono bruciati gli eventuali residui carboniosi sugli elettrodi. A temperature inferiori avviene “l’imbrattamento” della candela, mentre a temperature eccessive si rischiano grippaggi e auto-accensioni capaci di danneggiare il pistone.

L’installazione di candele di qualità implica quindi una serie di vantaggi. Anzitutto si riduce il carico a cui viene sottoposto il motore e pertanto si migliora il suo funzionamento, sia in giro folle, sia in caso di avviamento a freddo. La riduzione della formazione di depositi carboniosi allunga la vita dei componenti meccanici. Inoltre, cresce il momento torcente ad ogni regime, mentre aumentano in maniera considerevole l’elasticità e la dinamica del motore. Infine, da non sottovalutare l’aspetto ecologico, consistente nella riduzione del consumo di carburante e dell’emissione di sostanze nocive nell’ambiente.

Per ogni vostra richiesta Faratech è il partner ideale cui affidarsi, anche in caso vogliate sostituire le candele della vostra vettura o migliorarne la resa.
A questo proposito vi illustriamo qualche prodotto utile allo scopo:
http://www.faratech.it/products/candele-ngk
http://www.faratech.it/products/bobine-okada-plasma-direct

Fonti:
http://www.ilpuntomanutenzione.it/Guide.aspx?idguida=28
https://it.wikipedia.org/wiki/Candela_di_accensione
https://it.bosch-automotive.com/it/parts_and_accessories/service_parts_1…
http://www.motonotizie.it/guide/tecnica/140-candele-iridio-tutti-vantagg…
https://www.ngk.de/it/dettagli-tecnici/candele-di-accensione/comportamen…

Il turbo, un piccolo ripasso e le possibili elaborazioni

Tutti hanno sentito la parola “turbo” nella propria vita e sicuramente molti di voi hanno o hanno avuto un motore dotato di questa tecnologia, montato sulla propria vettura. Ma cos’è e come funziona un turbocompressore? Senza la pretesa di essere esaustivi su questo argomento, vogliamo oggi brevemente ricordarvi il principio di funzionamento del turbo e le sue più interessanti evoluzioni moderne.

Partendo dalle basi, un motore aspirato necessita di essere alimentato con una miscela di aria-combustibile secondo un determinato rapporto, il cosiddetto rapporto stechiometrico. Semplificando il concetto, le prestazioni della vettura aumentano, tanto più si aumenta la quantità di combustibile immessa nella camera di scoppio. Questo incremento deve essere però proporzionato per mantenere il rapporto stechiometrico, ma, mentre è facile immettere più combustibile, non lo è altrettanto fornire ai cilindri un volume d’aria adeguato da aspirare.

Qui entra in gioco il compressore, la cui girante, posta in una struttura a forma di chiocciola, comprime l’aria e la immette in pressione nel collettore di aspirazione. La girante del compressore è collegata attraverso un piccolo albero alla girante della turbina, che viene messa in moto dall’azione dei gas di scarico.

Il turbocompressore risulta quindi estremamente efficiente, perché utilizza l’energia residua dei gas di scarico per mettere in rotazione la turbina, che provoca il movimento del compressore, essendo le giranti solidali l’una all’altra.

Esistono ovviamente apposite valvole per evitare di superare il massimo rapporto di compressione nei cilindri, cosa che causerebbe la rottura del motore: la valvola wastegate per i gas di scarico in eccesso e la valvola pop-off, che si apre quando si rilascia il pedale dell’acceleratore e la valvola a farfalla è chiusa.

Durante la compressione dell’aria questa si surriscalda e si dilata, diminuendo pertanto la sua densità, mentre la pressione aumenta: il surriscaldamento e la minore densità dell’aria sono dannosi sia per le prestazioni del motore, sia perché sottopongono ad uno stress termico maggiore tutti i componenti meccanici. Per riportare l’aria a temperature ottimali si usa pertanto l’intercooler, in sostanza un piccolo radiatore.

In tutto il principio di funzionamento del turbo, il nemico più grande è costituito dall’inerzia, in quanto i gas di scarico devono avere energia sufficiente per mettere in moto la girante della turbina; per questa ragione il turbo funziona bene ad alti regimi di rotazione mentre fino ai 2-3000 giri può rappresentare uno svantaggio, perché viene rallentata l’uscita dei gas di scarico.

Per mitigare questo problema e ridurre il “turbolag” (ovvero il ritardo che intercorre tra la pressione sull’acceleratore e la risposta del turbo), si possono impiegare le turbine a geometria variabile.

Queste hanno delle palette in grado di adattarsi, grazie ad una centralina, al differente flusso dei gas di scarico, favorendo la velocità o la portata dei gas esausti in funzione del regime rotazionale del motore, in modo da ottenere la stessa bassa inerzia che si avrebbe con un turbo piccolo pur mantenendo la sovralimentazione di un turbo di grandi dimensioni.

Esistono però soluzioni ancora più avanzate, che prevedono l’impiego di più turbocompressori (multi-turbo) di dimensioni ridotte e caratteristiche diverse, posti tra di loro in serie o in parallelo, allo scopo di alimentare al meglio il propulsore in varie situazioni di carico motore.

Faratech è il partner ideale per ottimizzare o addirittura incrementare le prestazioni del vostro turbo.

Anzitutto, ci sentiamo di consigliarvi l’installazione di un intercooler maggiorato, come quelli prodotti da Wagner Tuning o Forge Motorsport, per consentire un miglior raffreddamento dell’aria e ridurre quindi il decadimento prestazionale.

Può essere una buona idea anche sostituire i raccordi di tutti i componenti coinvolti (tubo turbina, raccordi intercooler, tubi collegamento pop-off, ecc) con tubi siliconici.

Da non dimenticare nemmeno la sostituzione della valvola pop-off o di quelle a ricircolo (blow off) con componenti più efficienti e solidi (come questa), per garantire una risposta corretta anche in caso di preparazione del motore. Analogamente, pure le valvole wastegate si prestano ad essere rimpiazzate con versioni atte a sopportare pressioni maggiori.

Per chi volesse spingersi un po’ più in là, sono disponibili anche turbine originali modificate (Loba Motorsport), soluzioni praticamente “plug & play” che rendono nel complesso più efficiente il prodotto di serie, oppure addirittura turbine maggiorate (Garret, Boarg Warner, ecc), per chi desiderasse effettuare preparazioni più pesanti.

Qualunque sia la vostra scelta, affidatevi all’esperienza e alla professionalità di Faratech per le vostre elaborazioni.

Centraline Haldex e Faratech, una storia che continua

Non si può non parlare di Faratech senza parlare di Haldex Performance Part e di ciò che ha creato negli anni la divisione Traction Systems della svedese Haldex. Per quale motivo? Perché sin dalla nascita della nostra azienda abbiamo creduto in questo marchio e sulla qualità dei suoi prodotti. E adesso Haldex crede in Faratech affidandogli la distribuzione esclusiva per il mercato italiano, sia a livello B2B che B2C.

Haldex è diventato un marchio che gode di ampio prestigio nell’automotive, infatti ricordiamo come il colosso americano BorgWarner nel 2011 abbia comprato l’intera divisione Traction Systems per 1.425 mln di corone svedesi (oltre 158 mln di euro) acquisendo così una tecnologia leader per i sistemi di trazione con l’obiettivo di accorparla alla propria divisione omologa e acquisire la leadership del mercato di fronte alla crescita di auto e versioni dotate di sistemi di trazione integrale ad inserimento automatico.

Haldex ha attirato la fiducia di costruttori come Audi, Volkswagen, Seat, Skoda, Ford, Jaguar, Landrover e addirittura Bugatti, e questo è ampiamente dovuto alla grande qualità dei suoi sistemi AWD.

Faratech nel corso degli anni si è affidata alla qualità delle centraline Haldex Performance Controllers, testandone in prima persona i benefici, e consigliandola a tutti coloro vogliono personalizzare le condizioni di trazione on demand e settarle sul proprio stile di guida.

Queste centraline, che sostituiscono quelle OEM, nascono per la gestione della trazione dell’auto e sono in grado di controllare e monitorare gli input provenienti dalla vettura (acceleratore, ABS, sterzo…) in maniera più precisa ed efficiente rispetto a quelle originarie. In particolare, le centraline Haldex gestiscono i tempi e le modalità di risposta dell’intero sistema rispetto ai cambiamenti dinamici dell’auto, conferendo alla stessa una guida più aggressiva o più confortevole in base alle esigenze. Con l’ultima generazione è diventato ancora più semplice settare le configurazioni, grazie all’uso di un semplice telecomando.

Sin da quando fu sviluppata la prima generazione, dunque, abbiamo consigliato le HPP e continueremo a farlo, forti anche di questo traguardo che ci rende molto fieri. Haldex ha così voluto premiare la competenza e la professionalità acquisita dalla nostra azienda negli anni, sempre orientati alla massima soddisfazione del cliente dall’acquisto alla guida. 

Meglio i freni carboceramici o quelli in acciaio? Una guida per saperne di più

Quando si tratta di scegliere una vettura quasi sempre il nostro occhio corre alle prestazioni, dal numero di CV alla cilindrata, magari con un occhio di riguardo ai consumi e alla maneggevolezza. Più raramente ci si interroga su quale sia il migliore impianto frenante, in termini di costo/beneficio o, più semplicemente, sull’efficienza e sulla sicurezza. Di sicuro una delle diatribe più longeve sul comparto freni ruota attorno ad una domanda: sono migliori i freni in acciaio o quelli carboceramici?

Vale la pena ricordare come la ricerca per quanto riguarda gli impianti frenanti in questi anni sia andata di pari passo ad altri aspetti dell’evoluzione tecnologica che ha interessato i motori, la trazione, la trasmissione, l’ergonomia. Nel caso dei freni un importante passo in avanti è stato compiuto grazie al passaggio “epocale” da quelli a tamburo a quelli a disco, e poi ancora nelle successive evoluzioni che hanno visto l’abbandono della ghisa a vantaggio di altre leghe, tra cui l’acciaio o il leggerissimo magnesio. Ed infine i flirt del settore super-car con il mondo delle corse su pista, che ha portato all’implementazione di freni carboceramici su diverse sportive, come accadde con la Porsche 996 GT2, la prima a montare questa tipologia già di fabbrica.

Perché usare i freni carboceramici

Come si è arrivati ai freni in materiale composito di carbonio e ceramica? L’idea era di mediare tra i freni in carbonio delle vetture da competizione e quelli tradizionali in acciaio, che hanno reazioni migliori alle basse temperature e su vetture meno prestanti. Si tratta di un materiale composito, sviluppato inizialmente per il settore aerospaziale, caratterizzato da componenti leggeri ed in grado di resistere a sbalzi termici elevati. La procedura di produzione è molto complessa e si articola in più fasi, e questo in parte giustifica l’alto costo di questi materiali.

I vantaggi dei carboceramici

I dati sulle prestazioni di questi freni riportano un coefficiente di attrito maggiore del 25% rispetto ad un disco tradizionale, e il peso risulta circa il 50% in meno. Inoltre sulla carta questi freni promettono cicli di vita assai superiori ai freni in acciaio e garantiscono migliore aderenza al terreno soprattutto in caso di accelerazioni trasversali e longitudinali. Sono anche immuni all’effetto fading (perdita di potenza ad elevate temperature); in più considerando il peso inferiore, i ceramici permettono una notevole diminuzione delle masse non sospese a tutto vantaggio della guidabilità.

Gli svantaggi

I limiti di questa tipologia di freni non sono pochi. I primi appassionati che acquistarono la Porsche 996 GT2 si resero conto ben presto che le pastiglie si usuravano abbastanza in fretta, i dischi tendevano a sfogliarsi se si usavano molto (in barba ai 300000 km che erano stati garantiti sulla carta), ma soprattutto gli spazi di frenata “a freddo” erano più lunghi. Infatti i carboceramici fanno la differenza solo a temperature di esercizio più alte e con frenate più brusche. Se i problemi di dissipazione del calore e sfaldamento dei dischi carboceramici sono stati progressivamente risolti, lo svantaggio principale rimane ancora il prezzo. Mediamente ci aggiriamo ancora sui 10.000 euro di costo per un impianto frenante completo. Un disco in acciaio costa sui 50/100€ mentre per averne uno in carbo-ceramica bisognerà spendere almeno dieci volte questa cifra con un prezzo compreso tra i 500 e 2.000€, e persino le pastiglie non sono a buon mercato.

Il gioco vale la candela?

Le case automobilistiche che montano già di fabbrica i carboceramici sono poche e blasonate: Ferrari, Bugatti, Lamborghini, Bentley. Se è vero che dal 2008 Ferrari ha introdotto l’opzione freni carboceramici standard in tutti i suoi modelli, dall’altro lato Audi non ha fatto grandi vendite, piazzando i nuovi freni solo sul 6% delle sue RS4. Questo è un sintomo del fatto che la scelta di questi freni dipende anche dalle abitudini diverse del consumatore. Chi usa un’auto semplicemente in città o nei week-end tende a farsi bastare le prestazioni dei normali freni in acciaio, chi invece è avvezzo ad uscite in pista vorrà contare su freni sicuramente più performanti che riescano a sopportare le sollecitazioni di una guida più sportiva. Ma questi schieramenti hanno anche delle eccezioni: per esempio chi va su pista talvolta preferisce i freni tradizionali in quanto più resistenti alla ghiaietta che generalmente danneggia i carbo-ceramici, oppure i carboceramici sono preferiti negli spostamenti quotidiani da chi vive in luoghi di montagna, laddove le discese su strada comportano un fading sui freni tradizionali. L’ultima parola nel soppesare i vantaggi e gli svantaggi resta perciò al cliente. Voi che ne pensate?

Car audio, quando la potenza lascia spazio alla versatilità

La musica e le auto hanno avuto un legame duraturo, che è nato già a partire dagli anni ’30, con la prima mitica autoradio Motorola su Ford e Chrysler. Oltre alle radio FM, con il progresso tecnologico si sono avvicendati sulle auto le stesse tecnologie di riproduzione che trovavamo nelle case: dal giradischi al mangiacassette, sino ai primi lettori CD e – ovviamente – un paio di casse per diffondere la musica. Il car audio tuning nasce negli anni 90, nell’epoca a cavallo tra le vecchie musicassette e l’arrivo dei supporti ottici, quando chi voleva ascoltare musica in modo “diverso” dall’impianto iniziò ad integrare amplificatori esterni e modificava quella che viene oggi chiamata “cappelliera”.

Da allora ai nostri giorni il “car audio” è diventato molto più di un hobby, ma un vero e proprio stile di vita per i tanti appassionati, seguendo di pari passo gli avanzamenti nel campo dell’hi-tech. Dagli impianti di serie di altissimo livello che possono vantare alcuni marchi, agli impianti taylormade che rasentano la perfezione, questa passione si accompagna spesso all’interesse per i motori.

Senza addentrarci troppo nella materia, fondamentalmente si sono affermate due filosofie nel campo del car audio. La prima è la scuola SQL ovvero Sound Quality Level, mentre la seconda è l’SPL ovvero Sound Pressure Level. Il primo “stile” è legato alla qualità del suono, professando la ricerca della perfezione e della “pulizia” del suono anche a volume sostenuto, il secondo invece è legato alla pressione audio prodotta dal proprio impianto. All’interno di queste “filosofie” i cultori del car audio tuning battagliano nel vero senso della parola (esistono dei concorsi ad hoc!) per esibire la migliore qualità audio oppure per macinare più decibel ed emettere maggiore pressione sonora (grazie anche all’ausilio di potenti subwoofer).

Al di là delle priorità delle due scuole, il car audio tuning ha fatto passi in avanti grazie all’evoluzione delle vecchie autoradio, oggi sempre più sofisticate, soprattutto sul fronte di una precisa equalizzazione del suono, una maggiore connettività alla Rete e l’integrazione a sistemi di navigazione. Ad affiancare casse ed impianti aftermarket sono arrivati anche i processori di segnale come gli Helix DSP o gli Audison, che si affiancano al sistema per gestire tagli, ritardi temporali, equalizzazione delle frequenze e tanto altro per ogni singolo canale audio. Dall’altro lato esistono sistemi aftermarket che si integrano al sistema di serie, come i prodotti Alpine.

Rispetto al passato a fare la differenza non sono più tanto i watt dell’impianto, quanto l’integrazione ad un ecosistema multimediale connesso alla Rete. Quindi parliamo di mirroring via bt dello smartphone sul display della radio/navigatore, integrazione dei mobile devices in auto (Apple Car Play, Android Auto), connessioni ad Internet per aggiornare cartografia, dati di traffico, meteo e altro. Sta dimostrando questa nuova strada per esempio Pioneer e Alpine.

Il futuro che si sta disegnando è quello di replicare le nuove modalità di fruizione musicali, attraverso streaming (Spotify, Deezer) anche su auto, o l’ascolto di webradio. Il gesto di masterizzare i file audio su CD per avere la qualità più alta potrebbe essere presto un ricordo del passato, considerando che anche il car audio potrebbe seguire il progressivo abbandono dell’mp3 a vantaggio dello streaming a 320kbs, grazie ad abbonamenti premium che permettono di fruire delle proprie playlist anche offline. Dall’altro lato diverse case costruttrici stanno realizzando sistemi OEM per superare gli inconvenienti di file audio compressi, come fece Lexus NX 2015 con il sistema Clari-Fi.

Magari i fan di SQL ed SPL continueranno a gareggiare, ma lontano da questi due mondi l’auto tenderà a diventare l’estensione della nostra dimensione domestica, dandoci i mezzi per gestire facilmente le nostre playlist, le interazioni sui social, etc. A ciò si somma anche il fatto di impreziosire la propria vettura: in tanti consideriamo e trattiamo la nostra auto come un gioiello, con elaborazioni che potenziano i CV oppure con interventi sulla carrozzeria. Anche un buon impianto hi-fi è un ottimo modo per personalizzare la propria auto e donarle valore e completezza

Cerchi fusi vs cerchi forgiati, una scelta che va oltre l’estetica

Perché tutti parlano bene dei cerchi forgiati? È solo una questione di estetica, oppure è anche una scelta di sostanza?

Come saprete esistono due modi principali per produrre i cerchi: abbiamo da un lato il metodo per fusione, dove l’alluminio o la lega fusa viene riversata all’interno di stampi con la forma desiderata, dall’altro abbiamo quello per forgiatura, partendo da un blocco unico di alluminio o altro metallo, si ottiene il design finale eliminando il materiale in eccesso con la lavorazione meccanica.

La fusione è sicuramente il metodo più economico di produzione oltre che il più veloce, ma la forgiatura consente di ottenere cerchi in lega molto più resistenti.

Ma non finiscono qui i vantaggi dei cerchi forgiati: innanzitutto hanno un peso minore a parità di dimensione con quelli fusi, pertanto contribuiscono ad accentuare le prestazioni del veicolo aumentando il rapporto tra masse sospese e non sospese. La questione del peso delle masse non sospese non è di poco conto, e vale la pena soffermarci un attimo su questo punto. Il peso sospeso è quello sorretto dalla sospensione compresa la trasmissione, il motore ed il telaio, mentre le masse non sospese si riferiscono a tutto il resto, compreso il sistema di sospensione e tutte le componenti ad esso collegati. Imperfezioni sulla strada vado a gravare sulle masse non sospese che reagiscono co il loro movimento mentre il peso sospeso è meno influenzato da tali sollecitazioni ed altre forze esterne.

Ridurre il peso in un veicolo è fondamentale per aumentarne le prestazioni, ed uno degli elementi su cui agire in primo luogo sono appunto le masse non sospese, come i cerchi. Ruote più leggere favoriscono una minore usura delle gomme (aspetto sempre e comunque legato al proprio stile di guida) ed una maggiore efficienza nei consumi del carburante.

Non ultimi ci sono anche i vantaggi estetici, infatti sui forgiati è assente quella porosità sulla superficie tipica dei cerchi fusi dovuta al raffreddamento della colata dell’alluminio o della lega, e infine si registra una perfetta distribuzione del peso in ogni punto della ruota (la ruota fusa presenta caratteristiche variabili dal centro all’esterno), e questo può fare tante volte la differenza in termini di sensazione di guida. Sempre la porosità, soprattutto interna, dei cerchi in alluminio può rappresentare un pericolo, in quanto rende le strutture portanti interne più fragili e soggette a rottura.

Di fronte a tutti i vantaggi dei forgiati, quelli fusi avranno pure qualche pro? È presto detto: il prezzo. Il processo di produzione è molto più economico, non necessità di costi a monte di progettazione in 3D e i disegni sono abbastanza standardizzati. La forgiatura è invece un complesso processo multi step che ha costi più elevati rispetto alla produzione dei cerchi in lega ed è per questo che sul mercato aftermarket un cerchio forgiato costa di più di una classica ruota in lega. I cerchi forgiati, d’altra parte, essendo più costosi quasi mai diventano un equipaggiamento OEM. Solo i produttori di veicoli ad altissimo livello scelgono i forgiati come primo equipaggiamento.

I cerchi forgiati sono quindi prodotti dedicati a veri appassionati che sono disposti a mettere sul piatto un certo budget pur di rinunciare a certi livelli di prestazioni su strada. E quando si tratta di puntare sulla qualità qui a Faratech abbiamo le idee chiare: ADV1 Wheels è la migliore scelta possibile! E non è soltanto per l’alta attenzione tecnologica impiegata per produrli, ma anche perché ogni ruota ADV, infatti, viene prodotta secondo le specifiche del singolo cliente e dell’auto da lui posseduta. Da noi potrai trovare i consigli giusti per avvicinarti al mondo ADV1 e dare la risposta giusta alle tue richieste.

Il prossimo appuntamento riguarderà i benefici dei cerchi in lega, con un focus dedicato al magnesio. Rimanete a bordo con Faratech!

Scarico in acciaio o in titanio, quale scegliere?

Scarico in acciaio o scarico in titanio? Questa è la domanda più frequente quando ci troviamo nella condizione di dover cambiare lo scarico e fare una scelta aftermarket. Se si è disposti a prendere una decisione non vincolata esclusivamente dal prezzo, allora possiamo aprire il dibattito.

Partiamo dicendo che l’acciaio inox 304 è uno dei materiali più comunemente utilizzati nei sistemi di scarico grazie al suo costo accessibile, alle alte proprietà di resistenza alla corrosione e alle sollecitazioni termiche. Queste sono caratteristiche che sono compatibili con diverse tipologie di auto, dall’utilitaria alla berlina più blasonata, ma quando c’è necessità di rispondere ad esigenze più specifiche, si apre la via alle alternative.

L’alternativa è appunto il titanio, utilizzato per la prima volta nella produzione di sistemi di scarico con l’introduzione della nuova Corvette Z06 nel mercato nord-americano (2001).

Il titanio offre diversi vantaggi: innanzitutto è più leggero del 40/45% rispetto all’acciaio inox, e la riduzione della massa del veicolo fornisce un migliore rapporto peso-potenza, con conseguente migliore maneggevolezza ed accelerazione. A parte l’essere estremamente leggero e resistente, vi è anche una notevole differenza nel suono quando si confrontano gli scarichi al titanio con quelli in acciaio. Questo è dovuto alla struttura del titanio, che è meno densa di quella dell’acciaio, e ciò consente di produrre un suono più alto e metallico. Per quanto riguarda il resto, dal titanio viene garantita un’eccellente resistenza alla corrosione (è quasi come il platino) e resistenza alle alte temperature, oltre che una migliore dissipazione del calore.

Occorre però fare qualche precisazione, come per esempio dire che un impianto di scarico in titanio non vi farà aumentare la propulsione molti più cavalli rispetto a quelli in acciaio.

Tra gli scarichi in titanio che ci sentiamo di consigliare, ci sono sicuramente quelli messi a punto da Remus e da Akrapovic. Mentre tra gli scarichi in acciaio Capristo  (che usa addirittura acciaio 309) e Supersprint sono tra le scelte migliori che suggeriamo.

In conclusione, a nostro avviso, il titanio andrebbe scelto solo in caso di una “elaborazione pesante”, dove la ricerca di prestazioni supera l’importanza del costo degli interventi. Fate la vostra scelta!

Estetica senza compromessi. Il nostro car detailing su BMW

Dopo avervi fatto apprezzare il lato teorico dell’arte del car detailing, vi facciamo vedere da vicino un lavoro che abbiamo appena eseguito su due BMW di un nostro cliente.

Abbiamo iniziato dapprima con la Z4 28i MSport. Dopo un accurato lavoro di lavaggio e decontaminazione, si è eseguita una approfondita correzione delle imperfezioni con lucidatura e infine un trattamento nanotecnologico protettivo della durata di 5 anni. L’obiettivo che ci siamo prefissati con questo lavoro era quello riportare la vernice al suo splendore originario, eliminando graffi, microsfrisi ed i normali segni del tempo. L’intervento ha ridato lucentezza alla vernice ed ha aumentato la profondità del colore. Oltre alla carrozzeria, ci siamo presi cura anche degli interni, eliminando le abrasioni che presentava il fianchetto del sedile guida.

Sulla 535D MSport Touring abbiamo invece svolto un intervento più “light”, rimuovendo le imperfezioni più leggere come aloni, ologrammi e graffi superficiali. L’obiettivo, in questo caso meno ambizioso, è stato quello di ridare lucentezza ed uniformità alla vernice eliminando i principali segni d’uso.  Questo tipo di intervento dà ottimi risultati e può essere svolto in una sola giornata anche su auto di grosse dimensioni come la 535D.

Faratech offre una gamma di servizi che va dalla lucidatura professionale (rimozione micro sfrisi, correzione difetti come segni di ossidazione, aloni ed ologrammi e protezione della vernice) fino al detailing completo per ottenere la perfetta lucidità e lucentezza delle superfici verniciate grazie all’eliminazione di ogni difetto. Inoltre eseguiamo anche lavori di pulizia e sanificazione interni, ripristino parti in pelle (sedili, volanti, pannelli porta) e parti in plastica usurate o rovinate (graffi, abrasioni, scoloriture), nonchè l’applicazione di protettivi per vetri e fanaleria. L’intervento non è mai standard per ogni modello, ma si modula su quelle che sono le caratteristiche della vettura, il suo stato di conservazione, e quelle che sono le richieste del nostro cliente.

Possiamo salvaguardare la perfezione del lavoro ottenuto grazie all’applicazione di protettivi nanotecnologici che proteggono la carrozzeria dall’azione degli agenti esterni fino a 5 anni. Dei pacchetti di manutenzione periodica, scelti insieme al cliente e alle sue esigenze, permetteranno di mantenere sempre al 100% la vettura.

Questi lavori si differenziano come tipologia di trattamento e risultato da quello che può offrirvi il semplice carrozziere, anche quello che tratta marchi blasonati Ferrari, Lamborghini, Maserati, Porsche. Noi possiamo offrirti quella cura del dettaglio che tutti gli altri non possono dare.

Perché scegliere Faratech?

Quando si parla di tuning, ogni scelta ha un impatto diretto su prestazioni, affidabilità e valore dell’auto.

Ecco perché affidarsi a Faratech significa scegliere un metodo, non una modifica qualsiasi.

ZERO RISCHI, SOLO GARANZIE

Sicurezza Totale e Trasparenza: Copertura fino a 24 mesi su ogni intervento, con prezzi chiari e senza sorprese. Se qualcosa non va, ci siamo noi e se il risultato non ti soddisfa, riportiamo l’auto allo stato originale senza costi aggiuntivi.

Professionalità Certificata e Supporto Continuo: Ogni lavoro è eseguito da tecnici certificati e specializzati, seguendo protocolli collaudati. Rimaniamo al tuo fianco prima, durante e dopo l’intervento, perché per noi la relazione non finisce al momento del pagamento.

Accesso Diretto e Corsia Preferenziale: Parli sempre direttamente con noi, senza call center o attese infinite. I clienti Faratech hanno priorità garantita, e se serve, a risponderti in prima persona è Gabriele Rimoldi, fondatore di Faratech.

Questo è il nostro impegno verso ogni cliente che sceglie Faratech


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